Accademia Yoga Samavaya - Lissone

Approfondire lo yoga

 

Approfondimenti Yoga - Yoga: origini e tradizione

 

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Origini e tradizioni dello yoga

Le principali tradizioni yogiche

Lo yoga è una pratica a carattere esperienziale che ha origine dalla tradizione induista. È presente ovunque, tanto nella tradizione orale che nella tradizione scritta. Il fatto che lo yoga, sotto aspetti infinitamente vari, sia ovunque presente sta a dimostrare che tale tecnica è una creazione dell'India. Nello yoga sono riassunti e sintetizzati molti pensieri, la storia e la filosofia del popolo indiano. Il concetto iniziale che abbiamo utilizzato di yoga inteso come unione e distacco trova il suo fondamento, oltre che nell'evidenza relativa al quotidiano, al presente, anche nelle radici storiche e filosofiche da cui si origina lo yoga. Questa doppia valenza di unione e distacco è scritta nella storia e nelle sue origini.

 

La tradizione dello yoga si origina dalle due principali tradizioni spirituali dell'India:

  1. la tradizione vedica;
  2. la tradizione tantrica.

Cogliere le differenze tra queste due tradizioni ci permette di arrivare a riconoscere i due tipi di yoga più conosciuti in occidente e in oriente:

  1. lo yoga classico, raja yoga (tradizione vedica);
  2. lo yoga tantrico, hata yoga (tradizione tantrica).

Da queste due correnti di yoga si originano quasi tutti i differenti tipi di yoga oggi conosciuti dal grande pubblico. Lo yoga, soprattutto quello contemporaneo, attinge a entrambi queste visioni e, integrandole, offre uno spettro di intervento e di modalità di pratica yogica estremamente ampio.

 

Esiste in realtà una terza via dello yoga altrettanto importante che è lo yoga descritto nella Bagavad Gità (bakti yoga), che può essere solo parzialmente collegata con la tradizione vedica in quanto può essere considerata una grande sintesi tra queste due principali tradizioni (la via dell'agire disinteressato).

 

La filosofia dei Veda e delle Upanisad

La filosofia dei Veda e delle Upanisad aiuta a mettere in contatto l'uomo con l'aspetto trascendente e spirituale. Filosofia e formule sacrificali, osservazione, conoscenza della natura e delle forze divine che la personificano fanno parte di questa tradizione.

 

In questa visione l'uomo per conquistarsi i favori degli dei si poneva in un atteggiamento di preghiera. L'uomo da sempre cerca di propiziarsi la realtà naturale che lo circonda in quanto non sempre benevola mentre spesso, al contrario, si presenta ostile e minacciosa.

 

In un certo momento storico formule e preghiere iniziano a perdere la loro efficacia, l'uomo si accorge che non basta pregare gli dei per uscire da uno stato di sofferenza. Contemporaneamente e successivamente al periodo vedico veggenti e filosofi si interrogano sul significato della vita, da queste meditazioni nascono le upanisad che sono l'aspetto filosofico della tradizione vedica.

 

Dalla tradizione vedica e dalle upanisad si svilupparono ulteriori sintesi riguardanti il modo di comprendere e investigare la realtà (dal I° secolo d.c.).

 

In quell'epoca vennero edificati imponenti opere spirituali che andarono a costituire un corpo di conoscenze e pratiche, riconosciute dalla tradizione vedica, chiamate darshana.

 

Le correnti che accettano i veda come principale autorità sono conosciute come astika darshan.

 

Questi primi sei sistemi filosofici generalmente conosciuti come shat darshan, possono essere ulteriormente suddivisi in gruppi di due, formando tre coppie:

  1. Nyaya darshan esposto nei sutra di Gautama
  2. Vaisheshika darshan esposto nei sutra di Kanad
      
  3. Samkhya darshan di Kapila
  4. Yoga darshan di Patanjali
        
  5. Purva mimamsa di Jemini
  6. Uttara mimamsa o vedanta darshan di Vyasa

Proprio da una sintesi di questi darshan, Samkhya darshan e Yoga darshan nasce lo yoga classico, il raja yoga, mentale e meditativo.

 

Attraverso il Samkhya l'uomo entra in contatto consapevole con la sfera della sofferenza e del dolore a cui è soggetto nel corso della vita. Il Samkhysa ritiene che le vicende della vita sono portatrici di sofferenza attraverso i legami affettivi o di possesso che si stabiliscono, attraverso i desideri, attraverso la ricerca affannosa di serenità, benessere e ricchezza che mostrano subito la loro precarietà impossibilità di realizzazione costante e permanente. Questa filosofia propone, per evitare la sofferenza, la pratica del distacco. Attraverso questi due darshan l'uomo impara lo yoga del distacco e del discernimento, diventa osservatore del fluire dell'esistenza e cerca di non prendervi parte, di rimanere puro testimone.

 

La tradizione del Tantra

La seconda tradizione a cui lo yoga attinge è la tradizione del Tantra. Nella tradizione del Tantra il praticante non si pone in una atteggiamento di preghiera nei confronti degli dei, non cerca di evitare la sofferenza attraverso il distacco da ciò che vede, che sente, che tocca ma si interessa al proprio perfezionamento. Si interessa della cura del corpo perché se dal corpo può arrivare sofferenza allora invece di distaccarsi si pone nell'atteggiamento di imparare a curarlo.

 

Non pensa che i sensi siano solo una fonte che procura sofferenza ma pensa che la liberazione, la felicità e la beatitudine possano arrivare non solo attraverso il distacco ma attraverso l'unione con ciò che egli ritiene divino. Tutte le manifestazioni della natura racchiudono in sé elementi divini. I sensi quindi possono avvicinarci all'armonia. Attraverso la tradizione del Tantra l'uomo può apprendere la via yoga dell'unione.

 

Il Tantra si sviluppa tra il popolo, è una pratica diretta a coloro che sono impegnati a vivere nella quotidianità mentre il praticante seguace della tradizione vedica aveva la possibilità di isolarsi, di andarsene dalla città per vivere in pace nella foresta, libero da attaccamenti, impegni mondani ed emozioni.

 

La letteratura tantrica non è così antica quanto quella dei Veda e fu una cultura che per molti secoli si diffuse solo oralmente. Queste scritture furono le ultime in ordine di tempo ad essere scritte dopo i Veda, le upanisad, i darshana e i purana anche se secondo alcuni ricercatori il tantrismo potrebbe essere ancora più antico della tradizione vedica. La tradizione Tantrica (come quella buddista), costituisce una tradizione non ortodossa cioè non riconosciuta dalla casta sacerdotale dei bramani che era l'unica depositaria delle scritture vediche.

 

Le entità animatrici di questa corrente sono simboleggiate da due figure, una maschile, Shiva, e una femminile, Shakti. Le due entità, opposte e complementari, sono quanto di più evidente esista in natura: una coppia prossima all'unione. Compito dell'uomo e del ricercatore tantrico è realizzare questa unione.

 

Purtroppo l'occidente ha in buona parte frainteso e volgarizzato il messaggio nascosto, da qui tutto la produzione scadente di un immaginario intorno al "sesso tantrico".

 

Ricordiamo che le polarità, in una profonda tradizione culturale come questa (o come quella taoista in Cina), non sono solo di tipo sessuale. Le polarità sono tutti gli aspetti opposti e complementari ivi e soprattutto quelli presenti all'interno della persona stessa (corpo-coscienza, attivo-passivo, acido-basico ecc.).

 

"Il tantra cerca di armonizzare i diritti dello spirito con quelli della materia. Riporta in auge l'eredità perduta degli antichi veda, che sottolineavano l'intima comunione di uomo, natura e Dio e l'uguaglianza di status tra la madre terra e il padre cielo"

Kularnava tantra pag. 7

 

L'esposizione storica serve a farci comprendere l'attualità dello yoga: quanti di noi in certi momenti della loro vita sentono l'esigenza di distaccarsi da qualcosa o qualcuno e quanti invece stanno lavorando e sperando in un unione, in un accordo che possa portare felicità e realizzazione.

 

La storia dello yoga è la storia dell'uomo e la storia dell'uomo è la storia che ognuno di noi, ogni giorno vive.

 

 

 

Queste pagine sono estratti dalle dispense del corso per la formazione in "Insegnante Yoga" dell'accademia. È vietata la duplicazione.